Il Paese Nero | Black ItaIy

Teorema, 1968

Luca Ruali
Il film inizia sul piazzale degli stabilimenti della Innocenti a Lambrate. Una scena non necessaria in cui Cesare Garboli recita da inviato e chiede agli operai di commentare il lascito della fabbrica da parte di Massimo Girotti, l’industriale protagonista.

Accanto agli stabilimenti fermi sono inquadrati microfoni, registratori, altre macchine da presa, anticipando visivamente la possibilità di una relazione tra spazi abbandonati e pratiche di registrazione.



La fabbrica Innocenti – De Tomaso ha chiuso nel 1993 accettando altre comunità marginali e presenze naturali, aumentando la sua seduzione di spazio abbandonato e fuori scala con l’esotismo della rovina.
Un passaggio non registrato: non sono documentate le rotture strutturali, le necessità di chi si è avvicinato, i processi naturali. Comportamenti, vitalità, immagini e suoni irrilevanti. Presenze scure che preparano la loro rimozione e censura.

Le grandi strutture sono riprese da qualche natura che cresce avvelenata estetizzando appena un processo di corruzione violento. Sono erose, ma anche rubate a piccoli pezzi, usate da persone e animali. Processi che spargono i pezzi delle fabbriche anche a trecento metri, come le borse rotte lasciate per strada dopo uno scippo, dove vengono smaltiti dalla nettezza urbana.


Teorema, 1968, direttore della fotografia Giuseppe Ruzzolini.
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